IL NUOVO NUMERO DI EPIGRAPHICA 84° 2022, CAROCCI EDITORE

ARRIVATO ADESSO
EPIGRAPHICA LXXXIV, 2022, Carocci Editore
In distribuzione
Dalla Introduzione di Attilio Mastino
<<È per me un piacere e un onore presentare questo LXXXIV volume di “Epigraphica, periodico internazionale di Epigrafia” fondato da Aristide Calderini, con il sottotitolo iniziale di “Rivista italiana di Epigrafia”, dopo il congresso di Amsterdam (il primo Congresso epigrafico internazionale) in quel terribile 1938, editore Ceschina di Milano.


Questo volume, datato ad agosto 2022 alla vigilia del XVI Congressus internationalis Epigraphiae Grecae et Latinae di Bordeaux, viene pubblicato per la prima volta dal prestigioso Editore Carocci di Roma, una nostra vecchia e apprezzata conoscenza.
A partire dalla prima registrazione del 15 marzo 1974 nr. 586, la proprietà era stata assunta dai Fratelli Lega in data 27 ottobre 1999, due anni dopo Mirta Tanesini era diventata rappresentante legale. Era stata Angela Donati a chiamarmi a dirigere con lei dal 2010 la rivista assieme a Maria Bollini; otto anni dopo sono subentrato come direttore, all’indomani della sua scomparsa avvenuta il 13 ottobre 2018, anche per volontà dell’Editore F.lli Lega e della Famiglia: e ciò dal numero LXXXI, con registrazione al Tribunale di Ravenna del I luglio 2019, con l’aiuto di Maria Bollini. Quando il proprietario Fratelli Lega ha ceduto la proprietà della testata con generosità e amicizia, si è arrivati a chiedere la cancellazione dal Registro Stampa del Tribunale di Ravenna in data 22 marzo 2022; dal giorno successivo con provvedimento nr. 797/2022 (Registro Stampa nr. 1/2022) la rivista è stata registrata presso il Tribunale di Sassari. Cambia il proprietario, il rappresentante legale, l’Editore, la Tipografia, ma Epigraphica mantiene pienamente tutte le caratteristiche di internazionalità, di scientificità, di un approccio volto allo studio delle iscrizioni latine e greche e alla problematica dell’epigrafia antica: il nostro comune proposito è quello di procedere ad un ampio rinnovamento e ad un rilancio della Rivista e della Collana “Epigrafia e Antichità”, ritrovando un patto di collaborazione tra le Università di Bologna, di Sassari, di tante altre Scuole e di tante altre realtà del mondo che viviamo.


Come ho già fatto a Bertinoro qualche mese fa, per il XII Convegno “Bartolomeo Borghesi”, in memoria di Angela Donati, presentando il volume precedente, voglio esprimere intanto un vivo apprezzamento per l’azione svolta per cinquanta anni, dai
nostri Editori (in particolare negli ultimi tempi da Vittorio Lega) per assicurare la regolare uscita di Epigraphica, con questi volumi pieni di novità e di sorprese, grazie all’impegno del Comitato scientifico e del Comitato di redazione; gli ultimi numeri della rivista sono sotto gli occhi di tutti, con un prestigio scientifico e un orizzonte internazionale che desideriamo ancora allargare, facendo tutti gli sforzi possibili per mantenere standard qualitativi alti, soprattutto per proseguire un servizio a favore degli specialisti più determinati ad indagare il mondo antico con un approccio originale
e non convenzionale, con la capacità di entrare in sintonia con realtà tanto complesse, col desiderio di applicare la critica testuale a documenti talora frammentari, ma che hanno il vantaggio di collegarci al passato senza intermediazioni, con tante prospettive
inattese, formulando mille domande alle quali non sempre è possibile dare delle risposte certe. La rivista è stata affiancata dalla collana “Epigrafia e Antichità” che ha raggiunto i 48 titoli, con molti nuovi progetti per il prossimo futuro. Il nuovo Editore, al quale siamo davvero grati, preannuncia una profonda riorganizzazione della Rivista e della Collana d’intesa con la proprietà e con la pubblicazione on line dell’intera serie degli 83 volumi di Epigraphica.
Presentiamo ora tante novità, molte iscrizioni inedite, con uno sguardo internazionale e in un orizzonte di fortissimo rinnovamento, nel quale vorremmo coinvolgere tutto il mondo degli specialisti. Sempre più intendiamo procedere insieme sui differenti versanti di una disciplina davvero vivace che non si limita a presentare le scoperte delle nuove iscrizioni greche o latine, ma che investe pienamente il tema della comunicazione nel mondo antico, dell’acculturazione e della formazione dell’opinione
pubblica, si allarga alla storia degli studi, alle relazioni con l’archeologia e con la storia dell’arte, con la papirologia e con la numismatica; oggi ancor più grazie all’informatica, alle nuove tecnologie digitali, alla fotogrammetria, alla computer vision, al trattamento delle immagini, alla modellizzazione in 3D tramite lo scanner laser, alla collocazione dei reperti sul territorio tramite GPS e al rilevamento dei siti archeologici.
Lasciatemi però ricordare ancora una volta il debito che abbiamo contratto nei confronti di Giancarlo Susini e Angela Donati, la loro passione, la loro generosità, la loro disponibilità senza uguali, il magistero del loro insegnamento, la loro amicizia, che in qualche modo continua con le famiglie e gli allievi. Pensiamo che entrambi
avrebbero gioito con noi per l’uscita di questo 84° volume di Epigraphica che arriva a quasi 700 pagine con gli interventi di oltre 50 autori provenienti da tanti paesi diversi.
In 29 articoli, 8 schede e notizie, 5 recensioni (tra Roma, il Latium adiectum e la Lucania), le consuete Nouvelles Aiegl firmate dalla Presidente Silvia Orlandi e dalla Segretaria Generale Camilla Campedelli.
Vorremmo dire grazie agli autori, ai membri del Comitato scientifico e del Comitato di redazione, ai tanti revisori anonimi; insieme esprimere l’ammirazione per le molte imprese scientifiche di Università, Soprintendenze, Centri di ricerca, Deputazioni
di storia patria, Musei (penso all’impresa del Louvre a Gabii), istituzioni che hanno preceduto e reso possibili questi interventi in Italia ma in tutto il Mediterraneo: scavi, indagini in depositi, archivi, collezioni private, biblioteche, attentissime verifiche filologiche ed epigrafiche, fondate su un metodo che condividiamo tutti, quello
dell’autopsia dei documenti spesso dispersi, della ricerca dei testi collocati in collezioni o come le iscrizioni rupestri incatenate ad un territorio, ad un paesaggio e ad un ambiente; con l’utilizzo delle nuove tecnologie; riaffermiamo la responsabilità dei singoli studiosi nello stabilire il testo, nel colmare le lacune, nel proporre confronti,
con una maggiore o minore capacità di collegare spunti, idee, prospettive di ricerca, con un metodo che ha ormai caratteristiche di piena scientificità e che rende sempre più l’epigrafia una disciplina incardinata anche nell’ambito delle scienze sperimentali,
per quanto radicata nelle scienze umanistiche. Mi ha sorpreso come trent’anni fa, celebrando i cinquant’anni di Epigraphica, Giancarlo Susini avesse ben chiari il ruolo innovativo dell’epigrafia tra le discipline classiche, nei tempi nuovi che già si profilavano all’orizzonte, quelli dei social, dei messaggi rapidi e concisi, delle immagini: «l’epigrafia come scienza dell’acculturazione, di interprete dei processi anche periferici tra scrittura e lettura, di storia dei momenti civili dello sviluppo culturale» (“Epigraphica”,
cinquant’anni: l’Epigrafia sul Duemila”, in L’Epigrafia del villaggio [Epigrafia e Antichità, 12], Fratelli Lega Editore, Faenza 1993, pp. 7-13).
Oggi, raccogliendo gli stati d’animo di tutti, desidero riaffermare che siamo onorati per l’impegno degli autori, per la novità dei risultati con l’imponente materiale inedito che viene presentato in questa sede, per l’attenzione al tema della geografia nella storia, per il rapporto tra epigrafia, topografia, archeologia, tra mondo greco e mondo romano. Gli argomenti affrontati spaziano dall’età repubblicana all’età imperiale: l’Area Sacra di Sant’Omobono, col monumento onorario dei Domizi Enobarbi, verosimilmente i primi tre consoli della famiglia (192, 162, 122 a.C.). I fasti dei pretori,
con riferimento a C. Cassius Longinus nel 170 a.C., in un’iscrizione di Kibyra in Pisidia-Licia. La guerra civile in età sillana, la celebre Turma Salluitana da Casinum, con il P. Otacilius Arranes, forse di origine iberica. I formulari adottati dalle aristocrazie cittadine in Occidente, con la sottolineatura del titolo di primus nella generosità evergetica, nelle magistrature, nei sacerdozi, e ciò in ambito locale o provinciale. L’epigrafia urbana, partendo dalla riscoperta di molti dati sulla presenza di militari a Roma, in
particolare di equites singulares Augusti. La storia del collezionismo antiquario, come le iscrizioni pubblicate per la prima volta tutte insieme che permettono di aggiungere un altro piccolo tassello alla conoscenza dell’intenso rapporto che ci fu tra la famiglia
Torlonia e le antichità romane. Sono numerosi i nuovi apporti di inediti, le riletture, le edizioni critiche, come a Roma, a Ninfa in provincia di Latina, a Nettuno, a Pescara, alcune di interesse storico. L’instrumentum, dalla lamina di piombo, iscritta in greco
ritrovata presso Monte Casasia, sui Monti Iblei, uno dei luoghi di contatto fra Siculi e Greci lungo la valle del fiume Dirillo, ora nel parco archeologico di Camarina; i frammenti di opus doliare di Ap. Iunius Silanus e L. Casperius Aelianus dal Parco archeologico
di Baia; le tessere mummularie di Gabi e di Pompei; la provenienza campana o meglio gallica delle anfore Dressel 2 con Caedicia Victrix, Cornelius Pollio, Claudius Claudianus, Homuncio. In Portogallo a Coninbriga, con una riflessione inedita sulla
c.d. legge municipale betica, che in realtà ora viene presentata come una tabula patronatus; dalle scene di banchetto funerario dalla Meseta settentrionale spagnola ai tituli sacri dedicati a divinità in memoria di singoli individui dalla penisola iberica; le urne
cinerarie inedite di Carmona (Siviglia); le attestazioni della tribù Pomptina in Tarraconense ma anche in altre province occidentali; e poi un gruppo di nuove iscrizioni da Emerita Augusta conservate nel Museo Arqueológico de Arte Romano de Mérida; in Grecia a Patrasso con la formula ex decurionum decreto locus datus; a Salona in Dalmazia von un’indagine onomastica che testimonia la possibilità di indagare la grande mobilità di alcuni personaggi e di alcune famiglie (fino in Dacia). In Germania, a proposito di una inedita riflessione storica sulla crisi di potere dell’imperatore Traiano nella Renania romana nell’anno 97-98 sulla base dei diplomi militari; le divinità, come le dee sorelle celtiche Matres Suleviae, con le loro funzioni, i loro cultores, il rapporto con l’esercito dalle due Germanie alla Pannonia, alla Moesia, alla Belgica; in Cilicia col governatore Voconius Zeno, nell’età di Gallieno; in Pamfilia con la dedica a Traiano, a Ulpia Marciana e, probabilmente, a Pompeia Plotina nel 101-102; in Bitinia, col ritrovamento a Nicaea di una base con dedica posta dai Nemesiastai al proconsole d’Asia L. Venuleius Montanus Apronianus Octavius Priscus, nel 138-139 d.C. Infine la Val
Tiberina, la Sicilia e la Sardegna cristiane, con tante prospettive rinnovate. A sé sta il corpus delle iscrizioni aramaiche dall’Armenia e dall’Iberia caucasica, che rappresenta davvero una novità, arrivando fino al III secolo d.C. E le fonti manoscritte, come le
epigrafi milanesi nel ms. Chigi I.VI.203 ora alla Biblioteca Apostolica Vaticana la cui tradizione risale con buona certezza a Ciriaco d’Ancona: con una nuova prospettiva sulle modalità di trasmissione, già nel corso del XV secolo, del materiale epigrafico,
col ruolo svolto dall’intellettuale piacentino-milanese Gabriele Paveri Fontana, allievo di Francesco Filelfo, un possibile corrispondente lombardo di Ciriaco. Altre fonti manoscritte,
come per il carme di Spello, con la figura del giureconsulto Guido Olorini; poi la storia della disciplina, la nascita del Corpus Inscriptionum Graecarum, la storia degli studi, ancora le lettere inedite di Theodor Mommsen a Giovanni Battista de Rossi
e a Bernardino Biondelli per il Varesotto; il riesame critico delle iscrizioni friulane della Biblioteca Palatina di Parma, attribuite ad una mano identificata con il falsario udinese Girolamo Asquini; le annotazioni e postille di Bartolomeo Borghesi ad una copia dei primi quattro tomi del Novus thesaurus veterum Inscriptionum di Ludovico Antonio Muratori. Più in generale il problema della falsificazione epigrafica, il recupero di alcuni documenti ligoriani che vanno invece rivalutati, correggendo la severità degli editori del Corpus Inscriptionum Latinarum.
Il risultato è una riflessione a più voci, condotta con intelligenza e in profondità, sul tema difficile del contributo che la documentazione epigrafica può dare alla conoscenza della complessa organizzazione amministrativa, militare e fiscale nel mondo
romano, con l’evidente vantaggio di cogliere aspetti di dettaglio non considerati in altre fonti. Con tutti i limiti della documentazione epigrafica, ma anche con le potenzialità di un metodo di indagine capace di metterci in comunicazione diretta con il mondo antico.
Per un attimo vorrei lasciarmi andare ad una riflessione che mi riguarda personalmente: se c’e una cosa che mi hanno raccomandato i miei Maestri, è stata quella di mantenere un carattere operativo, di estrema sintesi e di concretezza ai miei interventi; non so se sempre sono stato coerente, ma spero che questo sarà il metodo seguito almeno da chi ci seguirà. In ogni caso questa sarà l’impostazione della nostra rivista, che non rinuncerà mai alla caratteristica principale dell’Epigrafia, al suo carattere scientifico, alla capacità di ricostruire senza mediazioni e senza deformazioni rapporti, ambienti, paesaggi che cogliamo con freschezza da un mondo antico che ancora oggi ci parla.
Vorrei guardare ora al futuro rileggendo le belle parole del nostro Maestro. Scriveva alcuni decenni fa Giancarlo Susini, ben prima di Facebook, quasi una profezia che vediamo compiersi sotto i nostri occhi, allargando progressivamente gli orizzonti della nostra disciplina; lo faceva celebrando i cinquant’anni di Epigraphica, mettendo a fuoco più chiaramente il ruolo innovativo dell’epigrafia tra le discipline classiche, nei tempi nuovi che già si profilavano all’orizzonte, quelli dei social, dei messaggi rapidi e
concisi, delle immagini: Vien fatto di porsi – proprio perché Epigraphica si è aperta ad interrogativi sulla classificazione
e sul divenire del sapere – un altro quesito. Come si esprimeranno “epigraficamente” gli uomini del futuro? Forse, mi vien fatto di supporre, esisteranno meno lapidi gloriose, invece più messaggi baluginanti (in connessioni diverse con il linguaggio delle immagini, quindi in sintonia con gli schermi). Forse scriveranno di meno, nelle epigrafi (cioè in pubblico e con intenzioni durevoli) le strutture statuali; scriveranno di più gli uomini associati nelle fedi, nelle clientele, nelle imprese. Forse saranno comunque e per sempre i protagonisti del potere a gestire il potere pubblico.
Epigraphica è aperta a registrare ed a discutere – come durante il suo mezzo saeculum – ogni rivolgimento del modo di pensare e dei modi d’usare del messaggio iscritto: dal profondo delle storie, in avanti.
Quasi una profezia se consideriamo il ruolo dei social oggi per formulare denunce incisive, giudizi stringati, informazioni fulminanti, con uno sforzo di sintesi, basato su abbreviature e convenzioni comuni che vengono da esperienze ben più profonde.
Roma-Bologna-Sassari-Bordeaux, 30 agosto 2022
Attilio Mastino
Direttore di “Epigraphica”>>

La VI edizione del Premio Giancarlo Susini vinta da Angela Cinalli, col libro Πτανοῖς ποσίν. Poeti vaganti, musici e docente di età ellenistica. Parte I – Delο e le Cicladi in pubblicazione nella collana «Quaderni dei Seminari romani di cultura greca», diretta dal Prof. Roberto Nicolai

EPIGRAPHICA

PERIODICO INTERNAZIONALE DI EPIGRAFIA

Viale Umberto 52 – 07100 Sassari (Italia), mastinoatt@gmail.com, 079 270035

VI EDIZIONE DEL

Premio Giancarlo Susini

 

I sottoscritti prof. Attilio Mastino, direttore del periodico internazionale di epigrafia “Epigraphica” e on.le Giacomo Spissu Presidente della Fondazione di Sardegna, sentito l’Editore Carocci per la Collana Epigrafia e Antichità per la VI edizione del Premio per ricordare il prof. Giancarlo Susini, bandita in data 1 maggio 2022 il con il contributo della Fondazione di Sardegna e il Patrocinio della Società Scientifica Scuola archeologica italiana di Cartagine; viste le indicazioni pervenute dalla Commissione giudicatrice nominata in data 16 giugno 2022 e composta dai proff. Alain Bresson, Francesco Camia, Attilio Mastino; rilevato che il Premio (mille euro per opere in corso di stampa, duemila euro per opere incluse nella collana Epigrafia e Antichità) è riservato ad una pubblicazione di epigrafia greca o latina, dattiloscritta oppure già edita presentata da un candidato che non abbia superato i 40 anni di età, come risulta dal bando. Allo scadere dei termini per la presentazione (15 giugno 2022), era pervenuta un’unica opera in fase di pubblicazione.

Preliminarmente la Commissione precisa che per un’opera edita da altro Editore sarà possibile l’inserimento immediato di una fascetta o altra indicazione con la scritta “Opera vincitrice della VI edizione del Premio Giancarlo Susini”.

I commissari hanno esaminato dopo la scadenza del Bando l’opera pervenuta  e, dopo attenta discussione, hanno deliberato all’unanimità di attribuire il premio al volume di Angela Cinalli, ΠΤΑΝΟΙΣ ΠΟΣΙΝ. Poeti vaganti, musici e conferenzieri di età ellenistica Parte I – Delo e le Cicladi (in stampa presso l’Editore Quasar con la motivazione che si riporta di seguito, in deroga al bando sul requisito dell’età considerando che l’opera è stata consegnata all’editore nel dicembre 2021).

Angela Cinalli è nata l’8 dicembre 1981 e tra il 2020 e il 2023 è titolare di una borsa Marie Skłodowska Curie, Global Fellowship (MSCA-IF-GF 2018), presso il Center for Hellenic Studies, Harvard University e  Roma Sapienza (Codice fiscale CNLNGL81T48A485S,  IBAN IT71Z0310403205000000821466).

<< Il titolo del libro di Angela Cinalli, Πτανοῖς ποσίν. Poeti vaganti, musici e docente di età ellenistica. Parte I – Delο e le Cicladi in pubblicazione nella collana «Quaderni dei Seminari romani di cultura greca», diretta dal Prof. Roberto Nicolai, Quasar editore, rende omaggio a un celebre studio di Margherita Guarducci, “Poeti vaganti e conferenzieri dell’età ellenistica: Ricerche di epigrafia greca nel campo della letteratura e del costume” (Mem. Acc. Linc s.6, vol.2, 1927-1929, 629-665). Quasi un secolo dopo, la nuova opera, che è solo la prima di una serie, si propone di raccogliere tutte le testimonianze relative ai poeti, artisti e intellettuali attivi a Delo e nelle Cicladi durante il periodo ellenistico. Ancora una volta si dimostra che la via che unisce letteratura ed epigrafia è fruttuosa ma non facile da percorrere. L’opera si apre con un lungo capitolo introduttivo che definisce chiaramente gli obiettivi della ricerca e mostra la posta in gioco. Poeti, artisti e intellettuali erano in sostanza sempre in movimento. Questo giustifica il riferimento ai “piedi alati” nel titolo dell’opera (secondo l’epigramma dell’araldo e corridore Phorystas, Tanagra IG VII 530, III secolo a.C.), che ovviamente fa riferimento anche agli attributi di Ermes e Perseo. I concorsi di poesia e musica hanno dato a poeti e artisti l’opportunità di misurarsi con i loro coetanei. I discorsi pubblici hanno permesso ai relatori di conquistare un pubblico di dilettanti illuminati. L’introduzione mette in luce anche l’evoluzione storica: un cambiamento avvenne dopo il 166 a.C. con l’acquisizione di Delo da parte di Atene e l’espulsione dei Deli.

L’opera raccoglie per la prima volta in maniera sistematica e analitica tutta la rilevante documentazione epigrafica (decreti onorari, dediche e basi statuarie, epigrammi celebrativi e funerari) relativa all’attività in età ellenistica – a Delo e nelle Cicladi – dei technitai ovvero degli artisti della musica e della scena, sia poeti che interpreti, in ambito letterario musicale, che si spostavano da un centro all’altro del mondo greco seguendo le rotte delineate nelle occasioni festive. Si tratta di figure che solo in rari casi sono note dalle testimonianze letterarie ma che non per questo sono di minor interesse per lo studio della cultura artistica greca, e che contribuiscono a riportare alla luce una ricchissima produzione letteraria ‘popolare’ quasi del tutto perduta, ma di cui è almeno possibile, attraverso il dato epigrafico, cogliere alcuni aspetti, a cominciare dai nomi di questi poeti ‘minori’. Oltre all’indubbia originalità dell’impianto e dell’approccio, e alla sua impressionante esaustività, si segnala la capacità di valorizzare la documentazione epigrafica al fine di dotare di contorni più definiti una parte sommersa della produzione letteraria e più genericamente artistica della Grecia ellenistica. Da questa indagine sistematica emergono nomi di artisti, specialità e rotte artistiche, occasioni celebrative. L’analisi della Cinalli ci riesce adottando una prospettiva che non è solo ed esclusivamente epigrafica, supportata com’è da una solidissima conoscenza della coeva produzione letteraria, con la quale l’opera instaura un dialogo costante (come ci si può rendere conto dall’indice delle fonti a chiusura del volume). In secondo luogo, lo sforzo euristico è supportato da una struttura ben definita e articolata, che da una parte permette all’autrice di organizzare in maniera originale una documentazione ricca e non facile da maneggiare, facilitando così la ricerca dei numerosissimi dati (come dovrebbe essere in ogni opera che sia anche opera di consultazione, come è naturale per i lavori incentrati sulla documentazione epigrafica), ma che dall’altra parte non rifugge, soprattutto nella prima ampia sezione, da un tentativo di sintesi storicamente fondata sul fenomeno degli artisti e intellettuali in movimento in età ellenistica. Il contesto dei documenti può essere agonistico o meno. Come previsto, è dall’isola di Apollo che proviene la stragrande maggioranza dei documenti. Questi sono presentati, tradotti e commentati con cura. Infine, una serie di tabelle, grafici e mappe forniscono una panoramica dei dati raccolti.

La commissione giudicatrice esprime un vivo apprezzamento per l’originalità dell’opera, per gli studi che sono programmati sulla produzione epigrafica delle Cicladi e più in generale il contributo alla storia della letteratura greca in età ellenistica: forse in futuro si riuscirà allora a guardare alla produzione letteraria e artistica cd. “popolare” del mondo greco, rendendo così pienamente giustizia a una ricca, variegata e complessa produzione epigrafica, che attendeva di essere studiata in tutta la sua potenzialità>>.

Il Premio sarà consegnato a Bordeaux il 2 settembre 2022 in occasione del XII Congresso di Epigrafia Greca e Latina  e consiste in mille euro.

IL XXI CONVEGNO DE L’AFRICA ROMANA – SUFETULA 16-19 DICEMBRE 2022

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI

Centro di Studi Interdisciplinari sulle Province Romane

 

Viale Umberto 52 – I- 07100 SASSARI – tel. 0039 079 2065203

Posta elettronica: africaromana@uniss.it

 

“L’AFRICA ROMANA”, XXII

Convegno internazionale di studi

L’Africa antica dall’età repubblicana ai Giulio-Claudii

Sufetula 15-19 dicembre 2022

 

Seconda circolare e programma provvisorio

 

Il Centro di Studi Interdisciplinari sulle Province Romane dell’Università degli Studi di Sassari, d’intesa con il Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione, con il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali, con l’Agence de Mise en Valeur du Patrimoine et de Promotion Culturelle, con l’Institut National du Patrimoine de Tunisie e con la Scuola Archeologica Italiana di Cartagine e l’Université de Paris-Nanterre, con il patrocinio dell’Association Internationale d’Épigraphie Grecque et Latine, organizzano il ventiduesimo Convegno internazionale di studi su “L’Africa Romana”, che si svolgerà Kasserine-Sufetula da giovedì 15 a lunedì 19 dicembre 2022 e sarà dedicato al tema «L’Africa antica dall’età repubblicana ai Giulio-Claudii». Sessione speciale sulle nuove scoperte epigrafiche.

In occasione del Convegno sono in programma alcune escursioni, presentazioni di volumi, mostre ed esposizioni.

Con la presente si informano gli studiosi interessati che le proposte di relazione con un riassunto di 15 righe debbono essere inviate entro e non oltre il 30 giugno 2022 al Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione – Università degli Studi di Sassari (Viale Umberto n. 52) – I – 07100 SASSARI (e-mail: africaromana@uniss.it). La presentazione delle circa 40 relazioni che saranno accettate dal Comitato scientifico internazionale non potrà superare i 20 minuti; il testo scritto dovrà essere consegnato alla Segreteria all’apertura del Convegno; il dattiloscritto definitivo (massimo 10 pagine) dovrà pervenire entro due mesi dalla chiusura del Convegno per la pubblicazione degli Atti, che si prevede sollecita: si pensa ad un unico volume pubblicato dall’Università di Sassari di circa 500 pagine, curato da Samir Aounallah, Frédérik Hurlet e Paola Ruggeri. In sede locale l’organizzazione sarà curata da Samir Aounallah (email: samiraounallah@gmail.com). Si svolgerà una sezione posters che sarà sintetizzata all’interno del volume, secondo le indicazioni del Comitato Scientifico presieduto da Attilio Mastino.

Non sono previste quote di iscrizione. A carico dei congressisti saranno per intero le spese di viaggio e di alloggio in pensione completa a Sbeitla (aeroporto di arrivo Cartagine). Un numero limitato di biglietti aerei prepagati sarà riservato dall’INP agli studiosi del Maghreb che presenteranno una comunicazione originale.

È possibile richiedere in cambio gli Atti del Convegno precedente scrivendo o telefonando al Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università degli Studi di Sassari. I testi precedenti sono tutti on line. L’Università di Sassari non pagherà né biglietti aerei né vitto e alloggio.

Si coglie l’occasione per segnalare il sito INTERNET dedicato ai Convegni de “L’Africa Romana”, col seguente URL https://dissufdidattica.uniss.it/it/ricerca/centri-e-laboratori/centro-di-studi-interdisciplinari-sulle-province-romane.

Vedi anche www.scuolacartagine.it; www.epigraphica.it; su facebook: SAIC, Scuola archeologica italiana di Cartagine; Epigraphica.

I numeri telefonici del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione sono i seguenti: 079 2065203 (Ruggeri), 2065233 (Gavini), 2065231 (Cocco, Zucca). I colleghi interessati a trasmettere comunicati e novità potranno utilizzare il seguente indirizzo di posta elettronica: africaromana@uniss.it.

Ulteriori informazioni organizzative saranno comunicate con la terza circolare nel mese di luglio.

Cordiali saluti.

Sassari, 7 giugno 2022.

 

PROGRAMMA PROVVISORIO

(il programma definitivo con la terza circolare il I luglio)

 

Nella riunione del Comitato scientifico svoltasi oggi è stato approvato il programma iniziale e sono state accolte le seguenti comunicazioni (massima durata 30 minuti ciascuna) :

 

Venerdì 16 dicembre ore 9 e ore 15

 

Paola Ruggeri, Introduzione, ruggeri@uniss.it

Saluti delle Autorità

 

Ouiza Ait Amara, Algeri, ouizaaitamara2000@yahoo.fr

Les combattants numides et maures dans les armées d’Hannibal

 

Samir Aounallah, Tunisi, samiraounallah@gmail.com,

Notes sur la géographie historique de l’Africa (147-27 a.C.)

 

Marc Mayer, Barcelona, mayerolive@yahoo.es

Quaestiones Sallustianae. Observaciones sobre el Bellum Iugurthinum de Gayo Salustio Crispo

 

Zakia Ben Hadj Naceur-Loum, Musée National du Bardo, zakialoum@yahoo.fr

Représentations et perceptions des reines provinciales : le cas des Cléopâtre (51 av. J.-C. -23 ap. J.-C.)  

 

Deloum Saïd, Alger, saiddeloum@yahoo.fr

Inventaire et Etude des Trouvailles monétaires en Afrique antique, « Cas du trésor monétaire de Ghassira »

 

Arbia Hilali, hilaliarbia@gmail.com

La distribution des terres aux vétérans : un acte d’affirmation politique de César puis de son héritier Auguste en Afrique.

 

Giovanni Di Stefano, Università della Calabria, giovannidistefano1@libero.it

Cartagine, mercanti e produttori siciliani dopo la fondazione augustea 

 

Hernan Gonzalez Bordas, Ausonius Bordeaux, hgonzalezbordas@gmail.com

La grande propriété en Afrique entre la loi de 111 av. J.-C. et les Julio- Claudiens. État de la question et nouveaux outils de travail

 

Sergio España-Chamorro, Ausonius, Bordeaux, sergio.espana@ghis.ucm.es

Los primeros miliarios de África y la política viaria durante la época julio-claudia

 

Mohamed Abid (Tunis), abidmohammed2005@yahoo.fr

Le vocabulaire administratif en Afrique romaine au premier siècle

 

Michele Valandro, Radboud University Nijmegen, michele.valandro@ru.nl

Continuità e cambiamento nella terminologia istituzionale delle comunità locali nell’Africa romana

 

Khadidja Mansouri, mansourikhadidja58@gmail.com

L’Afrique du Nord un important fournisseur d’animaux pour les cités d’outre mer. IIs. av. J.-C jusqu’au siècle des Julio-Claudien

 

Stefan Ardeleanu – Pieter Houten – Sabine Panzram (Université d‘Hamburg), st.ardeleanu@gmail.com

L’émergence du culte impérial en Afrique du Nord : matérialité, acteurs, contextes spatiaux

 

Caroline Schwob-Blonce, Université de Caen Normandie, caroline.blonce@unicaen.fr

Réception et diffusion du culte impérial dans les provinces d’Afrique à l’époque julio-claudienne

 

Helena Gozalbes García Granada, helenagg@ugr.es, Antonio Ibba Sassari, ibbanto@uniss.it,

Tiberio e gli Uticenses: ipotesi sull’origine di un inusuale modello monetario

 

Sabine Lefebvre, Université de Bourgogne, sabine.lefebvre@u-bourgogne.fr

Les cités de l’Afrique du nord et l’empereur Claude

 

Francesco Tomasello, Università di Catania, Rossana De Simone, Università di Enna “Kore”, rossanadesimone@libero.it

Da Lpqy a Lepcis Magna: dall’emporium alla civitas foederata e libera et immunis: per un aggiornamento della prospettiva di ricerca

 

Giuseppe Mazzilli, Università degli Studi di Macerata, g.mazzilli@unimc.it

Il ricorso al capitello corinzio nell’architettura giulio-claudia di Leptis Magna: nuovi dati e riflessioni

 

Leila Benchernine Doctoranda Université d’Alger 2. Institut d’Archéologie, tafssout@hotmail.com in attesa del paere del direttore di tesi,

Des Portraits de la dynastie Julio-Claudienne à Rusicade.

 

Fabiola Salcedo Garcés, Raquel Rubio González, Universidad Complutense de Madrid, fsalcedo@ghis.ucm.es,

La statuaria pubblica in Bulla Regia: una revisione

 

Helena Gozalbes García, Universidad de Granada, helenagg@ugr.es, Noe Conejo Delgaddo, Università degli studi di Padova

L’immagine del dio Serapide nella monetazione dell’Africa Proconsolare

 

Francesco Tecca, Michele Butini, Sevilla, ftecca@us.es, mbutini@us.es

I carmina latina epigraphica africani dell’età Giulio-claudia

 

Giovanni Naccarato, giovanninaccarato8@gmail.com,

Pietas e autorappresentazione in Nord Africa: le iscrizioni funerarie dell’età Giulio-claudia

 

 

 

Sabato 17 dicembre ore 9

Samir Aounallah, Hernan Gozales Bordas, Louis Maurin, INP Tunisi-Ausonius Bordeaux

Réflexions sur la constitution municipale de Thugga à la lumière des nouveautés épigraphiques.

 

Abdellatif Rhorfi, rhorfiab1@gmail.com

L’intégration de la Maurétanie occidentale dans l’Orbis Romanus : processus et caractéristiques

 

Sabato 17 dicembre ore 15 : Nuove scoperte epigrafiche

Ali Chérif, Université de Jendouba, Institut supérieur des sciences humaines, alicherif.inp@gmail.com

Relecture d’une dédicace à Frugifer retrouvée provenant de Henchir Ksar Hlel, près de Thabbora en Afrique proconsulaire

 

Lotfi Naddari, Faculté des Sciences Humaines et Sociales de Tunis, lotfinaddari@gmail.com

Mohamed Riadh Hamrouni, medriadhhamrouni@gmail.com

Un ponderarium à Sufetula ? : témoignages archéologiques et épigraphiques

 

Paola Ruggeri, Attilio Mastino (Sassari), ruggeri@uniss.it, mastinoatt@gmail.com:

La rotta di Cesare tra Lilibeo, Africa e Sardinia: il circuito marittimo percorso dai cultores di Astarte-Venere e di Melqart-Ercole Nouritano

 

Mustapha Dornane, Alger, Institut d’ArchéologieUniversité Alger 2, Email : mustapha.dorbane@univ-alger2.dz

Le site d’El Hamdania – Trois Îlots – Cherchell. Nouveaux datations à partir de la céramique aretine

 

 

Frédérik Hurlet, Conclusioni

fhurlet@parisnanterre.fr

 

POSTERS

Paola Cavaliere, paolacavaliere@inwind.it, Danila Piacentini, danila.piacentini@gmail.com

Tanit / Tinnit in argilla e ceramica

          

Giulia Baratta (Macerata), giubaratta@yahoo.de

Elementi decorativi di carri e bardature di cavallo in Africa e Iberia

LA VI EDIZIONE DEL PREMIO GIANCARLO SUSINI

EPIGRAPHICA

PERIODICO INTERNAZIONALE DI EPIGRAFIA

Via Zanfarino 58– 07100 Sassari (Italia)

mastinoatt@gmail.com, 079 270035

VI EDIZIONE DEL  

Premio Giancarlo Susini

             La nuova Direzione di “Epigraphica”, con il contributo della Fondazione di Sardegna,  bandisce la sesta edizione di un premio intitolato al prof. Giancarlo Susini, da attribuire ad una pubblicazione di epigrafia greca o latina non ancora edita.

  1. Il premio è destinato all’opera inedita a carattere monografico di un giovane studioso o di una giovane studiosa che non abbia superato i 40 anni di età alla data del bando. Sono ammesse opere scritte in francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco, portoghese.
  2. L’importo del premio, indivisibile, è di € 1000,00.
  3. Possono partecipare al concorso gli studiosi la cui opera sia stata terminata entro gli anni 2020 e 2021. Sono ammesse solo le opere inedite.
  4. La domanda di partecipazione dovrà essere inviata entro il 15 giugno 2022 al seguente indirizzo mail: mastinoatt@gmail.com; dovrà essere corredata dal curriculum degli studi del richiedente e da un esemplare dell’opera inedita in PDF. La corrispondenza dovrà essere inviata a: Epigraphica, Via Zanfarino 58 – 07100 SASSARI (Italia) – tel. 079 270035. Le opere presentate non saranno restituite.
  5. Il premio sarà assegnato da una Commissione Internazionale che si riunirà per via telematica.
  6. Il premio sarà consegnato a Bordeaux il 30 agosto 2022 in occasione del XVI Congressus internationalis Epigraphiae Graecae et Latinae (L’épigraphie au XXIe siècle).  Può essere pagato all’autore oppure destinato alla pubblicazione dell’opera premiata presso Carocci Editore (Collana Epigrafia e Antichità), che nel caso contribuiranno con ulteriori 1000,00 euro.

Bologna-Sassari, 1 maggio  2022.

EPIGRAPHICA

Il Direttore

Attilio Mastino

 

DIVINITA’ IN VIAGGIO

«Presentazione del volume “Divinità in viaggio. Culti e miti in movimento nel Mediterraneo antico” – Porto Torres, Antiquarium Turritano, 5 maggio 2022»

27/04/2022

Presentazione del volume “Divinità in viaggio. Culti e miti in movimento nel Mediterraneo antico”

Porto Torres, Antiquarium Turritano, 5 maggio 2022, ore 18.00

In occasione di una serie di iniziative promosse dal Comune di Porto Torres e dedicate al tema della migrazione, giovedì 5 maggio 2022 alle ore 18.00 presso il Museo Nazionale Antiquarium Turritano, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Sardegna e l’Università degli Studi di Sassari, si terrà la presentazione del volume “Divinità in viaggio. Culti e miti in movimento nel Mediterraneo antico”, alla presenza in collegamento on line degli Autori, i Proff. Corinne Bonnet e Laurent Bricault dell’Université Toulouse – Jean jaurès.

Interverranno:

LUANA TONIOLO, Direttrice Regionale Musei Sardegna, Saluto

STEFANO GIULIANI, Direttore Antiquarium Turritano, Saluto

MARIA BASTIANA COCCO, Assessore alla Cultura del Comune di Porto Torres, Saluto

Gli Autori del Volume CORINNE BONNET e LAURENT BRICAULT dell’Universite? Toulouse – Jean Jaure?s

dialogheranno con

PAOLA RUGGERI e ALBERTO GAVINI dell’Universita? degli Studi di Sassari – Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione.

In allegato la locandina dell’evento.

INFORMAZIONI:
https://applicazioni.uniss.it/uniss/index.php/redazioneweb/file/LOCANDINA_DIVINITA.pdf

Guido Clemente e la Notitia Dignitatum quarantacinque anni dopo

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI

 

Centro di studi interdisciplinari sulle province romane

 

Viale Umberto 52 – 07100 SASSARI

 

Con il patrocinio dell’Istituto Sardo di Scienze, Lettere e Arti

 

Guido Clemente e la Notitia Dignitatum quarantacinque anni dopo

Fondazione di Sardegna, Via Carlo Alberto 7, Sassari

Venerdì 6 maggio 2022,  ore 17,30

 

Sen. Antonello Cabras, Presidente della Fondazione di Sardegna: Saluto.

Sen. Mario Segni: Saluto.

Prof. Ignazio Camarda, Presidente Istituto Sardo di Scienze, Lettere e Arti: Saluto.   

Prof. Emilia Manunta Clemente: Saluto.

Prof. Giuliano Volpe:  Edipuglia e la collana di studi per la storia economica, sociale e amministrativa del mondo antico.

Prof. Attilio Mastino e Prof. Raimondo Zucca: Guido Clemente (Sassari 1942 – Firenze 11 febbraio 2021).

Prof. Marco Maiuro: La riedizione del volume di Fossataro (Cagliari 1968) sulla Notitia Dignitatum e altri saggi di tarda antichità.

Prof. Paola Ruggeri, Conclusioni.

La S.V. ill.ma è cordialmente invitata.

 

IL RETTORE

Prof. Gavino Mariotti

 

Sei invitato a una riunione in Zoom.
Quando: 6 mag 2022 05:30 PM Roma

Iscriviti in anticipo per questa riunione:
https://us02web.zoom.us/meeting/register/tZwsfuypqDwpH9Z2E-STyPGZMykhbBDFa-1B

Dopo l’iscrizione, riceverai un’email di conferma con le informazioni necessarie per entrare nella riunione.

APERTURA DELLA BIBLIOTECA SABATINO MOSCATI A CARTAGINE

S.A.I.C.

Società Scientifica

Scuola Archeologica Italiana di Cartagine

Documentazione, Formazione e Ricerca

 

APERTURA DELLA BIBLIOTECA SABATINO MOSCATI

Cartagine, Byrsa, lunedì 16 maggio 2022

Ore 16 Visita alla Byrsa (dott. Nesrine Nasr)

Ore 17 Inaugurazione della Biblioteca Sabatino Moscati:

– Interventi dei Presidenti della Scuola archeologica italiana di Cartagine prof. Piero Bartoloni e prof. Attilio Mastino e del Presidente dell’Association Historique et Archéologique de Carthage prof. Samir Aounallah

– Saluti delle Autorità

– S.E. l’Ambasciatore d’Italia dott. Lorenzo Fanara

– Direttore Generale dell’Institut National du Patrimoine prof. Faouzi Mahfoud

– Directrice Génèrale de l’Agence de Mise en Valeur du Patrimoine et de promotion Culturelle prof. Amel Zribi Hachana

– Conclusioni della prof. Maria Vittoria Longhi direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e del prof. Sergio Ribichini, segretario della Scuola archeologica italiana di Cartagine

Ore 18 « L’arpentage de Didon. Ou le découpage de l’espace bovin », riflessioni del prof. Sergio Ribichini, Segretario della SAIC

Ore 18,30 la prof. Margherita Solci del Dipartimento di architettura e urbanistica dell’Università di Sassari offrirà un piccolo aperitivo all’aperto per i partecipanti al Convegno in onore di Andrea Braides (Calculus of Variations – Back to Carthage).

La conclusione dei lavori è prevista per le ore 20.

Sassari-Tunis, 13 aprile 2022

 

IL PRESIDENTE
Attilio Mastino

EPIGRAPHICA ISCRITTA DAL NUMERO 85° AL REGISTRO STAMPA DEL TRIBUNALE DI SASSARI

 

EPIGRAPHICA
Periodico internazionale di epigrafia
Fondato nel 1939 da Aristide Calderini
Via Zanfarino 58 07100 SASSARI, tel. 079 270035
mastinoatt@gmail.com
Abbiamo il piacere di comunicare che siamo in possesso del decreto di iscrizione di Epigraphica al Registro stampa del Tribunale di Sassari a partire dal 23 marzo 2022 (RG 797/2022, Registro stampa 1/2022).
La rivista in data 20 marzo è stata cancellata dal Registro Stampa del Tribunale di Ravenna.
Per il volume 2022 (LXXXIV della serie)  in stampa presso Carocci (Direttore responsabile Attilio Mastino) abbiamo dovuto mantenere inalterato tutto il Comitato scientifico così come il comitato di redazione. Raccogliamo i materiali per il LXXXVI  volume a partire da ottobre.
La rivista è in pieno rilancio, con un sito internet che sarà totalmente rinnovato e con i pdf degli 84 numeri precedenti.
Desidero ringraziare l’Editore Fratelli Lega ed in particolare Vittorio Lega che ha ceduto la proprietà della testata che possedeva fin dal 1999. Nessun introito è previsto per la nuova proprietà; viene attivato un fondo per la pubblicazione dei volumi della collana “Epigrafia e antichità”.

EPIGRAPHICA 2021

XII Convegno “Bartolomeo Borghesi”, in memoria di Angela Donati

Bertinoro, 28 ottobre 2021

Presentazione di “Epigraphica, periodico internazionale di Epigrafia” 83, 2021

Attilio Mastino

 

Ho il piacere e l’onore di presentare oggi a Bertinoro, al XII dei Convegni Bartolomeo Borghesi, tra tanti amici e colleghi, il volume 83° di “Epigraphica, periodico internazionale di Epigrafia” fondato da Aristide Calderini nel 1939, con il sottotitolo allora di “Rivista italiana di Epigrafia”, dopo il congresso di Amsterdam (il primo Congresso epigrafico internazionale) nel terribile 1938. Questo volume, datato a settembre 2021, viene pubblicato come di consueto dall’Editore F.lli Lega di Faenza.  Era stata Angela Donati a chiamarmi a dirigere con lei dal 2010 la rivista assieme a Maria Bollini; otto anni dopo sono subentrato come direttore dopo la sua scomparsa avvenuta il 13 ottobre 2018, anche per volontà dell’Editore e della Famiglia e per il generoso legato testamentario nei miei confronti: e ciò dal numero 81°, con registrazione al Tribunale di Ravenna del I luglio 2019, con l’aiuto di Maria Bollini e Antonio Maria Corda.

Con vivo apprezzamento abbiamo visto Vittorio Lega affaccendarsi per l’uscita a Bologna di questo numero di Epigraphica, pieno di novità e di sorprese, grazie all’impegno del Comitato scientifico (Giulia Baratta, Alain Bresson, Francesca Cenerini, Paola Donati, Piergiorgio Floris, Antonio Ibba, Giovanni Marginesu, Marc Mayer, Stephen Mithchell, Paola Ruggeri, Antonio Sartori, Marjeta Šašel Kos, Manfred Schnmidt, Christian Witschell, Raimondo Zucca). E del Comitato di redazione composto da Tiziana Carboni, Simone Ciambelli, Valeria Cicala, Maria Bastiana Cocco, Federico Frasson, Daniela Rigato. L’Editore, al quale siamo davvero grati, preannuncia una profonda riorganizzazione della Rivista e della Collana anche col trasferimento imminente della proprietà e del legale rappresentante e con la pubblicazione on line dell’intera serie di 83 volumi di Epigraphica.  Lasciatemi però ricordare ancora una volta il debito che abbiamo contratto nei confronti di Giancarlo Susini e Angela Donati, la loro passione, la loro generosità, la loro disponibilità senza uguali, il magistero del loro insegnamento, la loro amicizia, che in qualche modo continua con le famiglie e gli allievi.

Pensiamo che entrambi avrebbero gioito con noi per l’uscita – avvenuta una settimana fa – di questo volume di Epigraphica che arriva a 670 pagine con gli interventi di 66 autori provenienti da dieci paesi, dall’Italia e San Marino, Francia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Finlandia, Polonia, Turchia, Canada, USA. In totale 36 articoli, 11 schede e notizie, 6 recensioni, le consuete Nouvelles Aiegl firmate dalla Presidente Silvia Orlandi e dalla Segretaria Generale Camilla Campedelli, i risultati della V edizione Premio Susini finanziato da Terra Italia presieduta da Cecilia Ricci, vinto da Hernán Gonzáles Bordas, con le segnalazioni per i bei volumi presentati da Simone Ciambelli e Chiara Cenati. La commissione giudicatrice per la V edizione era composta anche da Francesca Cenerini e da Silvia Giorcelli Bersani. Concludono l’opera l’elenco dei collaboratori e i 48 titoli della Collana Epigrafia e antichità.

Lasciatemi dire grazie agli autori, ai membri del Comitato scientifico e del Comitato di redazione, ai tanti revisori anonimi. Voglio esprimere l’ammirazione per le tante imprese scientifiche di Università, Soprintendenze, Centri di ricerca, Deputazioni di storia patria, musei, istituzioni che hanno preceduto e reso possibili questi interventi in Italia ma in tutto il Mediterraneo: scavi, indagini in depositi, archivi, collezioni private, biblioteche, attentissime verifiche filologiche ed epigrafiche, fondate su un metodo che condividiamo tutti, quello dell’autopsia dei documenti spesso dispersi, della ricerca dei testi collocati in collezioni o come le iscrizioni rupestri incatenate ad un territorio, ad un paesaggio e ad un ambiente; con l’utilizzo delle nuove tecnologie, delle ricostruzioni in 3D, del laser scanner; riaffermiamo la responsabilità dei singoli studiosi nello stabilire il testo, nel colmare le lacune, nel proporre confronti, con una maggiore o minore capacità di collegare spunti, idee, prospettive di ricerca, con un metodo che ha ormai caratteristiche di piena scientificità e che rende sempre più l’epigrafia una disciplina incardinata anche nell’ambito delle scienze sperimentali, per quanto radicata nelle scienze umanistiche.  Mi ha sorpreso come trent’anni fa, celebrando i cinquant’anni di Epigraphica, Giancarlo Susini avesse ben chiari il ruolo innovativo dell’epigrafia tra le discipline classiche, nei tempi nuovi che già si profilavano all’orizzonte: <<l’epigrafia come scienza dell’acculturazione, di interprete dei processi anche periferici tra scrittura e lettura, di storia dei momenti civili dello sviluppo culturale>>. In questo volume si va dai decreti di Corinto prima della distruzione della città nel 146 a.C. al culto imperiale a Pergamon nell’età di Traiano, al Nord Africa, da Baeterrae in Narbonense a Sarmizegetusa in Dacia, e poi Huelva in Turdetania, Cascantum, Cordovilla de Aguilar in Hispania Citerior; in Betica a Gades e Santisteban del Puerto (Jaén). In Africa Proconsolare, Cartagine e Thignica. Il volume è dedicato in prevalenza all’Italia continentale con ampio spazio per Roma e Portus, ma con approfondimenti su tutte le regiones augustee, dal Latium et Campania con Napoli, Capua, Pompei fino alla Regio X e ad Aquileia. Non manca la Sicilia con Siracusa e Messana. Il tradizionale ordine alfabetico per autore in futuro sarà da abbandonare, a favore di grandi blocchi tematici o a ricostruzioni territoriali omogenee. Ne stiamo discutendo in redazione, ma già questa presentazione è orientata in questa direzione.

Oggi, raccogliendo gli stati d’animo di tutti, desidero riaffermare che siamo onorati per l’impegno degli autori, per la novità dei risultati con l’imponente materiale inedito che viene presentato in questa sede, per l’attenzione al tema della geografia nella storia, per il rapporto tra epigrafia, topografia, archeologia, tra mondo greco e mondo romano. Gli argomenti affrontati spaziano tra la titolatura imperiale, le carriere senatorie ed equestri, i centurioni ed i legionari, l’aristocrazia cittadina, la vita religiosa, i sacerdoti imperiali, i mestieri, la fiscalità, l’epigrafia itineraria come a Gades o funeraria come le 76 iscrizioni pagane inedite conservate nella catacomba dei SS. Marcellino e Pietro ‘ad duas lauros’ oppure a S. Lorenzo fuori le mura, l’instrumentum, i graffiti pubblicitari, l’opus doliare, le scritte su prodotti della farmacopea, le epigrafi amorose greche, la sigillata, il mondo ebraico e quello cristiano. Infine il formulario, il collezionismo antiquario, la storia degli studi, la presentazione di ricerche in corso.

L’aggiornamento delle grandi raccolte epigrafiche dell’Ottocento è discusso approfonditamente in articoli e recensioni: nel volume 2020 di Epigraphica avevamo presentato due supplementi a CIL IX curati da Marco Buonocore : il Supplementum Fasciculus Primus Samnites – Frentani; Fasciculus Secundus Marrucini – Paeligni – Vestini. Ora Cesare Letta anticipa il positivo giudizio sul terzo fascicolo del Supplementum a CIL IX, dedicato all’epigrafia latina di Marsi ed Equicoli: si tratta come ormai sappiamo di una grande impresa internazionale, un’opera monumentale davvero significativa per la scienza epigrafica italiana. Cesare Letta amplia la riflessione e discute trascrizioni, integrazioni e interpretazioni di numerose epigrafi, proponendo costruttivamente alcune nuove soluzioni interpretative che nulla tolgono ai risultati ottenuti dal nostro Marco Buonocore.

 

Se passiamo al secondo fascicolo del supplemento 4 del CIL IV, splendidamente curato da Heikki Solin e Antonio Varone rimandiamo alla nostra positiva recensione: un’impresa collettiva, davvero significativa, che prevede il riesame globale delle iscrizioni parietali pompeiane, che ha coinvolto una nutrita e qualificatissima equipe di ricerca, gli autori ma anche i responsabili dei Musei e delle Soprintendenze e molti studiosi di alcune Università. Questo secondo fascicolo contiene da un lato le aggiunte alle iscrizioni dipinte pompeiane o tout court ai dipinti, cioé ai tituli picti finora pubblicati nel CIL IV, oppure ai tituli picti ercolanensi. Il merito dei curatori sta proprio nella loro capacità di suggerire percorsi nuovi, di proporre alternative, di indicare orizzonti di senso che talora non sono certi ma che testimoniano una profonda conoscenza del mondo classico e della letteratura latina e greca. Un notevole esercizio di abilità e di intelligenza

Ai graffiti (ma di Capua) si dedica anche Ivan Di Stefano Manzella,  che studia il graffito parietale CIL X 4484, recentemente ripreso da Stefano Rocchi.

 

Il bel capitolo dell’epigrafia greca è aperto da Alessio Ranno della Normale di Pisa che presenta il repertorio epigrafico corinzio di II secolo a.C. relativo a decreti e concessioni di onori nel quadro della politica e diplomazia di Corinto tornata nella Lega Achea con un rinnovato protagonismo della πόλις nelle vicende politico-diplomatiche interne al κοινόν del Peloponneso, forse frutto di un’attiva politica di più equilibrata inclusione e cooperazione degli stati membri: un progetto collaudato dalla Lega negli ultimi anni della sua vita che sembra aver sortito dei discreti risultati.

Ergun Lafli e Hadrien Bru, studiano due stele funerarie ellenistiche, un altare quadrangolare dedicato al divus Augustus e alla dea Livia Hera posto in occasione della nomina di due nuovi sacerdoti, uno di Cesare e l’altra una ἱέρηα, moglie di un Melelaos).

Nelle schede e notizie Emiliano Arena presenta un monumento a forma di piccolo tempietto con architrave inscritta inedita che ricorda un Βασ[ι]λίσκος Βουδέλου: siamo nella Messana mamertina alla fine del III secolo a.C., ma l’elemento greco sembra convivere in pace coi mercenari filo-romani.

Marcello Gelone corregge la lettura della base di marmo, sulla quale era posta la statua del generoso consolare L. Crepereius Proculus, posta in segno di gratitudine dai membri della fratria degli Ἀρτεμίσιοι φρήτορες, una delle almeno dodici/tredici suddivisioni civiche di Neapolis.

 

David Martínez-Chico presenta un annulus pronubus donato all’amato Leontius dalla sua donna, in vista del matrimonio.

All’epigrafia greca tarda rimanda una frammentaria iscrizione cristiana di Siracusa studiata ora da Gaetano S. Bevelacqua, con caratteristiche assai peculiari nel formulario della minaccia contro i possibili violatori della sepoltura nelle righe finali, oggi frammentarie: si discute sull’identità del santo invocato nel profeta Zaccaria, che non avrebbe nulla a che fare col padre di Giovanni Battista (e pure col nostro Claudio Zaccaria, eh), ma che sarebbe il sacerdote noto per la maledizione contro i ladri e gli spergiuri (con l’uso di falce e coltello) e nel quadro di un riutilizzo delle scritture in iscrizioni funerarie, amuleti e incantesimi.

Il capitolo relativo alla famiglia imperiale è aperto da Enrico Angelo Stanco che presenta un frammento epigrafico da Lucus Feroniae (Etruria) che sembra menzionare il flaminato iuliale di Agrippa, nell’età di Caligola nell’ambito di un ciclo statuario che comprende anche Germanico, Agrippina e i fratelli e le sorelle di Caligola. Fulvia Mainardis in un articolo che interesserà molto anche gli archeologi, prende in esame due frammenti di iscrizioni monumentali individuate a breve distanza dalla basilica di Aquileia che possono essere ricondotte all’anfiteatro della città, con riferimento agli Iulii.

Discute delle proprietà di Messalina Christer Bruun che dedica il suo intervento alla memoria di Symon Keay, scomparso purtroppo il 7 aprile 2021 a soli 66 anni di età: è come se Simon tornasse a parlarci dei temi e delle sfide scientifiche che gli erano cari, incrociando archeologia, geomorfologia, epigrafia, storia di Portus Romae, nell’ambito dei progetti del Parco Archeologico di Ostia antica, che vede coinvolti anche colleghi dell’Università di Cambridge. Alla fine del XVIII secolo una fistula plumbea iscritta fu scoperta a Portus, alla foce del Tevere. Si nominava un amministratore imperiale o potente magnate del Tardo impero di nome Messal[—].

Un approfondito esame della titolatura imperiale sui miliari iberici è condotto da Alicia Ruiz-Gutiérrez, Francisco-Javier Pérez-Rodríguez, che presentano lo studio di un miliario dell’imperatore Decio e di Erennio Etrusco Cesare ritrovato a Cordovilla de Aguilar, nella parte settentrionale della provincia di Palencia (Castiglia y León). Il nuovo esemplare si unisce ai venticinque miliari Decio ritrovati fino ad oggi nella penisola iberica, e conferma l’impegno sulla viabilità diretta verso l’Oceano.

Manfred Schmidt discute il miliario romano dedicato Neroni Claudio, con ascendenti e titolatura compresa la designazione al III consolato; fu rinvenuto nei pressi di Hasta in Baetica. La sua indicazione di 222 miglia fa riferimento alla distanza da Emerita Augusta come caput viae sulla grande strada che in Lusitania continuava la Via de la Plata raggiungendo Gades (Cadice). Inconsueta è la titolatura di Nerone in dativo: solo tre esempi in tutto l’impero romano sono conosciuti come miliari di Nerone e tutti provengono da questo percorso.

Per quanto riguarda le carriere senatorie, Giuseppe Camodeca raccoglie tre iscrizioni, alcune inedite. Si segnala il cursus honorum di un senatore di I secolo da Nuceria Alfaterna e un consolare onorato nel foro di Atella.

Di grande interesse per studiare la mentalità dell’aristocrazia pagana tardoantica è l’espressione studiata da Stefano Rocchi, Avorum vestig[ia] recolens da CIL VIII 24104 da Culusa in Africa proconsolare, nell’età di Onorio e Teodosio II, che ricorda il restauro di statue innalzate agli antenati; l’espressione andrebbe meglio confrontata con formule analoghe contemporanee, come quella di Uchi Maius, avito honore suffultus pochi anni prima, nell’età di Valentiniano e Teodosio. Si deve rimandare anche a Pheradi Maius, con l’espressione vestigia ponam, nella rilettura dell’iscrizione fatta da Samir Aounallah e Frederic Hurlet.

Heikki Solin pubblica o ripubblica 11 iscrizioni di Capua, schedate dall’autore tra il 2009 e 2010 nel Museo Archeologico. Si segnala la possibile condizione senatoria di alcuni personaggi. Altri nuovi apporti sono legati all’epitaffio di un presbitero del VI secolo, forse di origine africana.

Più novità abbiamo sulla carriera equestre: Tiziana Carboni analizza l’interpretazione di un’espressione utilizzata nell’iscrizione incisa sul monumento funerario urbano di L. Magius Pius, ≪ex equite Romano≫. E’ possibile dimostrare che questa espressione, nota soprattutto da fonti epigrafiche, definisce qualcuno che per ragioni non sempre determinabili è uscito dall’ordo equester.

Ad un cavaliere si riferisce la dedica studiata da Simone Ciambelli, che propone una nuova lettura del testo inciso sulla base monumentale frammentaria rinvenuta a Sarmizegetusa ed edita da Ioan Piso: la proposta di una nuova integrazione permetterebbe di identificare il collegium fabrum come dedicante dell’intero monumento innalzato nell’area di accesso al foro con la statua del procuratore Tertullo durante il principato congiunto dei primi tre Severi

Se passiamo al capitolo di magistrati municipali, Carlo Molle pubblica un blocco iscritto proveniente da Interamna Lirenas relativo al sepolcro del quattuorviro M. Ovius M. f. e di due liberti della sua famiglia. La scoperta offre l’occasione per un’indagine prosopografica sugli Ovii e per proporre un quadro generale dei numerosi magistrati, sacerdoti e patroni.

Giulio Ciampoltrini presenta il calco cartaceo di un frammento iscritto ritrovato nel 1929 fra il torrente Bruna ed il torrente Sovata col titolo di praetor Etruriae. Si può accertare l’attribuzione del territorio di provenienza all’ager maremmano di Vetulonia (confinante con Roselle), forse rifondata in età post-sillana. Si tratterebbe di una dedica sacra, posta da un personaggio che aveva rivestito la carica di praetor Etruriae subito dopo una magistratura municipale, nei primi decenni del I secolo d.C. Si tratta di una magistratura panetrusca che conosciamo anche come praetor Etruriae XV populorum, nota anche nei secoli successivi.

All’aristocrazia provinciale, sia pure di origine libertina, ci portano Marta Gómara Miramón, Oscar Bonilla Santander, Angel Santos Horneros e Miriam Pérez Aranda che studiano cinque epigrafi situate nella villa romana di Piecordero I in Navarra; esse indicavano il nome del proprietario della villa in epoca flavia: L. Grattius, un possibile liberto che faceva parte della classe dirigente del municipio romano di Cascantum, interessato alla produzione di vino nel Conventus Caesaraugustanus.

Maurizio Giovagnoli arriva all’identificazione di CIL XI 2604 con CIL VI 29735 correggendo la trascrizione dell’epigrafe incisa su una tavola marmorea con cornice di forma rotonda, probabilmente un clipeus appartenuto a un sarcofago di un esponente dell’aristocrazia laziale:

Fulvio Oliva presenta un nuovo documento relativo ai liberti della gens Norbana in età augustea in ambito urbano.

Francesco Mongelli, a partire dall’edizione della iscrizione sepolcrale inedita di Q. Tertinius Faustinus, miles frumentarius della legio XXII Primigenia, databile in età severiana, propone alcune ipotesi sulle ragioni della presenza del soldato deceduto nel territorio canosino, forse prima di imbarcarsi da Brundisium. Con l’occasione si propone un quadro completo dei frumentarii presenti in Italia.

Per la vita religiosa posiamo spingerci fino all’Africa Proconsolare: in vista della pubblicazione del volume sul Saturno di Thignica, attualmente in avanzato stato di preparazione, Alberto Gavini, presenta tre iscrizioni inedite riconducibili al culto di Saturno praticato dai Titurnii, Postumii, Attii. Di grande interesse l’esame degli elementi decorativi, compreso l’arcaico segno di Tanit.

Il culto di Plutone Augusto – dio con caratteristiche peculiari in Africa – è studiato nell’articolo di Maria Bastiana Cocco, che descrive una base forse proveniente dall’area del santuario dedicato a Dis e Saturnus: si ipotizza che questo Plutone, assimilato a Dite, possa esser connesso al Frugifer che ha dato il suo nome al municipio severiano.

Tra le recensioni si segnala la rinnovata attenzione ai culti orientali in Africa: Alberto Gavini commenta il bel volume di Laurent Bricault – Jean-Pierre Laporte, Le Serapeum de Carthage. Martyna Swierk studia il materiale epigrafico estremamente abbondante dalla Cartagine romana; si tratta di oltre tremila iscrizioni, il 5% onorarie specie di età antonina e il 4,8% votive e gli innumerevoli epitaffi (il 72%), che costituiscono una documentazione diretta della vita quotidiana della comunità locale; la lingua greca è documentata in 31 iscrizioni (8 bilingui).

Helena Gimeno, Javier Velaza presentano una placca votiva da Riotinto (Huelva) dedicata a Salagin, un nuovo teonimo indigeno, probabilmente turdetano o iberico, ricordato in età augustea su un ex voto litico posto da un Iuncus Varrenûs Pro salute Burdonis · vovit.

Eugenio R. Luján – Aranzazu Fernández López correggono la lettura di un’iscrizione sacra di età repubblicana incisa su un profondo vaso d’argento concavo ritrovato nella provincia Betica interna, con un dativo, Silvano te gratia, probabilmente un antroponimo non seguito da un mihi.

Chantal Gabrielli precisa che l’iscrizione posta da Ti(berius) Cl(audius) Glyptus proviene dal larario di una domus di Saena Iulia; novità anche sui due patroni proc(uratores) sumar(um), con mansioni finanziarie e contabili nonché di supervisione delle attività produttive su una proprietà terriera del dominus.

Se passiamo alle funerarie, Michel Christol ricompone il recinto di un monumento funerario di Beziers, che ricorda il ruolo attivo svolto da Calidia Aucta, per proteggere un’ampia area sepulcralis di cui ha ricevuto piena responsabilità per testamento.

Silvia Tantimonaco si occupa della presenza di formule votive nelle iscrizioni funerarie latine, concentrandosi su un gruppo di epitaffi dell’Africa romana che recano formule del tipo votum solvit, in bilico tra sfera sacra e sfera sepolcrale, relazionandole con il culto locale di Saturno, che possedeva un carattere escatologico.

Annalisa Capurso e Valentina Uglietti presentano una stele centinata semplice rinvenuta a Reggio Emilia che menziona un mestiere poco attestato epigraficamente, circumlator, relativo al commercio ambulante.

Francesco Garamanti discute la tabula epigrafica inedita che apparteneva alla grande camera sepolcrale 12 piedi per 12 dei liberti del sepolcreto Salario.

Possiamo aggiungere il frammento di epitaffio di un Vecillius da una villa rustica in territorio di Telesia nel Sannio pubblicato da Carmine Mocerino.

Antonio Corbo contribuisce ad arricchire lo studio sul patrimonio epigrafico del comune di Ponte (Benevento) con cinque nuove acquisizioni di tituli sepulcrales.

Romano Cordella e Nicola Criniti presentano un quadro di sintesi sulla drammatica situazione del patrimonio culturale di Norcia e Valnerina nella Sabina settentrionale a quattro anni dal sisma del 30 ottobre 2016. Tra tutti i documenti citiamo l’epitaffio posto da Valeria Creusa ai genitori C(ai) Valerius Primigenius et Volusia Synethes, oggi a Spoleto ma da Preci. L’attenzione è rivolta anche alle fonti codicologiche vecchie e nuove tra cui un manoscritto ottocentesco appartenuto all’infaticabile Thomas Ashby.

Edoardo Radaelli, Ilaria Gabrielli e Federica Lamonaca analizzano un gruppo di 76 iscrizioni pagane inedite conservate nella catacomba dei SS. Marcellino e Pietro ‘ad duas lauros’ al terzo miglio dell’antica via Labicana (attuale via Casilina) a Roma.

Lucia Rainone prende in esame 34 epigrafi funerarie latine pagane appartenenti alla collezione musealizzata nel chiostro della basilica romana di San Lorenzo fuori le mura.

La nota di Umberto Soldovieri ci conduce ad un lontano ritrovamento di alcune cupae a Montefusco, in provincia di Avellino con tre epitaffi, uno dei quali ricorda C. Egnatius Saturninus onorato dalla sposa Seppia Secunda e dal figlio C. Egnatius Saturninus.  Restiamo sulle cupae con Alfredo Buonopane che ci porta alla Regio II, Apulia et Calabria: tre iscrizioni inedite, provenienti dal territorio dell’antica Compsa in Irpinia; è notevole l’attestazione nel IV secolo del cognome femminile Sabbatis, di origine semitica e raramente attestato fuori di Roma e di Ostia: è portato da una Aurelia, misera mater di Aur(elius) Paulus.

Sabino Perea Yébenes e Raul González Salinero attribuiscono ad ambito ebraico l’urna cineraria di probabile provenienza urbana di Iulia Sabbathis, che ora viene studiata nei suoi aspetti iconografici ed epigrafici e collocata in età flavia o traianea, dopo la distruzione di Gerusalemme da parte di Tito.

Enzo Puglia riconsidera il carme funerario cristiano di Vico Equense studiato su Epigraphica del 2019 da Mario Pagano e Antonio Vanacore:

Da questo luogo, Albino, si levi il tuo corpo nel cielo

quando l’Onnipotente concederà che sia vinta la morte.

Tu, grande per i tuoi meriti, per ogni dove sereno vaga

e nei suoi possedimenti t’accolga il Padre pastore

Alla farmacopea sono dedicati tre significativi interventi: Lisa Maraldi e  Daniela Rigato analizzano un graffito su coppa in terra sigillata tarda (un mortaio) dalla Biblioteca Malatestiana di Cesena, con un esplicito riferimento alle erbe medicinali. Adriano La Regina presenta la trascrizione dell’iscrizione su frammento di tegola rinvenuta a Pietrabbondante. Il testo è parte di una ricetta per la composizione di un farmaco contenente papaver nigrum o silvaticum.

Eoin O’Donoghue, Anthony Tuck e Rex Wallace studiano un frammento di ceramica arretina col bollo di L. Gellius dalla provincia di Siena.

Alfredo Valvo chiarisce il contenuto di una lettera di Theodor Mommsen forse a Pietro da Ponte che segue quella a Pietro Emilio Tiboni, presidente dell’Ateneo di Brescia, datata l’11 giugno 1871 e presenta una lunga minuta di Studii Osci attribuita al Mommsen e datata 1845.

Tra le altre recensioni, Maria Letizia Caldelli presenta Silvia Braito, L’imprenditoria al femminile nell’Italia romana: le produttrici di opus doliare; Paolo Garofalo discute Alejandra Guzmán Almagro, La Orthographia alphabetica de Aquiles Estaço. Cristina Pepe presenta Heikki Solin (a cura di), Studi storico-epigrafici sul Lazio antico II, Societas Scientiarum Fennica, Helsinki 2019, opera curata anche da due studiosi di scuola finlandese (Mika Kajava e Pekka Tuomisto) ed altri di scuola italiana (Giuseppe Camodeca, Gianluca Mandatori e Umberto Soldovieri), da anni impegnati in ricerche sul vastissimo patrimonio epigrafico del Latium adiectum. Pubblichiamo infine una recensione al bel volume Fiscalità ed epigrafia nel mondo romano, a cura di Cristina Soraci che inaugura la collana Bibliotheca aperta, per le edizioni de ≪L’Erma≫ di Bretschneider: il risultato è una riflessione a più voci, condotta con intelligenza e in profondità, sul tema difficile del contributo che la documentazione epigrafica può dare alla conoscenza della complessa organizzazione fiscale nel mondo romano, con l’evidente vantaggio di cogliere aspetti di dettaglio non considerati in altre fonti. Con tutti i limiti della documentazione epigrafica, ma anche con le potenzialità di un metodo di indagine capace di metterci in comunicazione diretta con il mondo antico.

Vorrei guardare ora al futuro rileggendo le belle parole del nostro Maestro. Scriveva alcuni decenni fa Giancarlo Susini, ben prima di facebook, quasi una profezia che vediamo compiersi sotto i nostri occhi, allargando progressivamente gli orizzonti della nostra disciplina: <<Vien fatto di porsi – proprio perché Epigraphica si è aperta ad interrogativi sulla classificazione e sul divenire del sapere – un altro quesito. Come si esprimeranno “epigraficamente” gli uomini del futuro ? Forse, mi vien fatto di supporre, esisteranno meno lapidi gloriose, invece più messaggi baluginanti (in connessioni diverse con il linguaggio delle immagini, quindi in sintonia con gli schermi). Forse scriveranno di meno, nelle epigrafi (cioè in pubblico e con intenzioni durevoli) le strutture statuali; scriveranno di più gli uomini associati nelle fedi, nelle clientele, nelle imprese. Forse saranno comunque e per sempre i protagonisti del potere a gestire il potere pubblico. Epigraphica è aperta a registrare ed a discutere – come durante il suo mezzo saeculum – ogni rivolgimenti del modo di pensare e dei modi d’usare del messaggio iscritto: dal profondo delle storie, in avanti>>.

 

 

 

 

ARRIVATO OGGI L’LXXXIII volume 2021 di Epigraphica, periodico internazionale di Epigrafia

 

E’ uscito oggi 20 ottobre 2021 l’83° numero 2021 di Epigraphica, Periodico internazionale di Epigrafia diretto da Attilio Mastino (mastino@uniss.it).

Ecco il sommario :

Gaetano S. Bevelacqua, Una minaccia «per San Zaccaria» su un’iscrizione
cristiana da San Giovanni a Siracusa? Una nuova proposta di lettura e
alcune osservazioni ………………………………………………………………………… p. 9
Christer Bruun, What to Make of the «Lead Pipe of Messallina» from Portus?
Reinterpreting an Archaeological Report from 1794 …………………………. » 23
Alfredo Buonopane, Tre cupae iscritte inedite da Compsa (Italia, Regio
II) ……………………………………………………………………………………………….. » 37
Giuseppe Camodeca, Nuove iscrizioni senatorie da Beneventum, Nuceria
Alfaterna e Atella …………………………………………………………………………. » 45
Annalisa Capurso, Valentina Uglietti, Una nuova attestazione di circumlator
a Reggio Emilia ……………………………………………………………………………. » 57
Tiziana Carboni, Smettere di essere cavalieri: gli ex equite romano ………… » 73
Michel Christol, Les restes d’un enclos funeraire a Béziers et leur inscription : les devoirs de l’affranchie Calidia Aucta ………………………………………….. » 87
Simone Ciambelli, Il collegium fabrum di Sarmizegetusa e la statua di
Tertullus: una nuova proposta di integrazione per AE 1998, 1086 …….. » 99
Giulio Ciampoltrini, Mantissa vetulonensis. Spigolature d’archivio per
l’epigrafia di Vetulonia romana ………………………………………………………. » 109
Maria Bastiana Cocco, Un’inedita dedica a Pluto Aug(ustus) da Thignica
(Aïn Tounga, Tunisia) ……………………………………………………………………. » 121
Antonio Corbo, Nuove iscrizioni latine dal territorio telesino/beneventano .. » 133
Romano Cordella – Nicola Criniti, Novità e revisioni epigrafiche dalla
Sabina settentrionale ……………………………………………………………………… » 149
Ivan Di Stefano Manzella, «Laicas (strues?) eme!»: un grido pubblicitario
nel graffito capuano CIL X 4484 ……………………………………………………. » 181
Alberto Gavini, Testimonianze epigrafiche inedite del culto di Saturno a
Thignica ………………………………………………………………………………………. p. 187
Helena Gimeno, Javier Velaza, Salagin: un nuevo teónimo en una inscripción
de Riotinto (Huelva) …………………………………………………………………….. » 201
Maurizio Giovagnoli, Un’iscrizione urbana attribuita erroneamente all’ager
Clusinus: CIL XI 2604 = CIL VI 29735 ………………………………………… » 209
Marta Gómara Miramón, Óscar Bonilla Santander, Ángel Santos
Horneros y Miriam Pérez Aranda, Epigrafía sobre dolium en la
Hispania Tarraconense: el caso de L · GRATTI documentado en la villa
romana de Piecordero (Cascante, Navarra) ………………………………………. » 215
Adriano La Regina, Ricetta per la composizione di un farmaco da Pietrabbondante
(CIL IX 2794) ……………………………………………………………….. » 231
Ergün Lafli – Hadrien Bru, Four Funerary and Dedicatory Inscriptions in
the Museum of Bergama (Pergamon, Western Turkey) ……………………… » 237
Cesare Letta, L’epigrafia di Marsi ed Aequi nel Supplementum di CIL IX… » 259
Eugenio R. Luján – Aránzazu Fernández López, Nueva lectura de una
inscripción sobre vaso de plata de Santisteban del Puerto (Jaén) ………… » 271
Fulvia Mainardis, Amphitheatralia Aquileiensia. Nota epigrafica sull’edifico
da spettacolo di Aquileia ………………………………………………………………. » 279
Lisa Maraldi, Daniela Rigato, Una coppa in terra sigillata medioadriatica
con graffito dall’area della Biblioteca Malatestiana di Cesena …………….. » 297
David Martínez-Chico, Inscripción griega y amorosa en un entalle semiprecioso
………………………………………………………………………………………… » 309
Carlo Molle, Un nuovo quattuorviro e i magistrati di Interamna Lirenas …. » 315
Francesco Mongelli, Un inedito miles frumentarius della Legio XXII
Primigenia Pia Fidelis a Canusium ………………………………………………… » 331
Sabino Perea Yébenes, Raúl González Salinero, Urna de Iulia Sabbathis
(notas a CIL VI 20662) …………………………………………………………………. » 349
Edoardo Radaelli, Ilaria Gabrielli, Federica Lamonaca, Iscrizioni pagane
nella catacomba dei Ss. Marcellino e Pietro ‘ad duas lauros’ a Roma …. » 361
Lucia Rainone, Le iscrizioni funerarie pagane del chiostro di San Lorenzo
fuori le mura: inediti e revisioni ……………………………………………………… » 419
Alessio Ranno, Politica e diplomazia di Corinto nella Lega Achea: il repertorio
epigrafico corinzio di II secolo a.C. ………………………………………………….. » 443
Alicia Ruiz-Gutiérrez, Francisco-Javier Pérez-Rodríguez, Nuevo miliario
de Decio hallado en Cordovilla de Aguilar (Hispania Citerior) …………. » 465
Info: $CUSTOMER_$JOB_TITLE – Seg.: 1B – Pag.: EPHIGRAFICA 2021 print.p0006.pdf 21-08-18 10:45:31
indice 7
Manfred Schmidt, Dedizierte meilensteine für Nero und die Straße nach
Gades (Cádiz) ………………………………………………………………………………. p. 483
Heikki Solin, Nuove iscrizioni di Capua, IV …………………………………………. » 491
Enrico Angelo Stanco, Un flamen Iulialis da Lucus Feroniae e i sacerdozi
di Agrippa ……………………………………………………………………………………. » 505
Martyna Swierk, The epigraphic culture of Roman Carthage ………………….. » 521
Silvia Tantimonaco, A proposito della presenza di formule votive nelle
iscrizioni funerarie latine ……………………………………………………………… » 543
* * *
Schede e notizie
Emiliano Arena, Epigrafe funeraria ellenistica inedita dalla necropoli meridionale
di Messana ……………………………………………………………………….. » 573
Chantal Gabrielli, Una dedica ai Lari (?) e due procuratores summarum
dalla Pieve di San Marcellino in Chianti (CIL XI 7082-7083) …………… » 584
Francesco Garamanti, CIL VI 38724 e una tabula funeraria inedita a Figline
e Incisa Valdarno (FI): alcune note …………………………………………………. » 592
Marcello Gelone, Novità sulla dedica neapolitana al console L. Crepereius
Proculus ………………………………………………………………………………………. » 599
Carmine Mocerino, Frasso Telesino (BN): rinvenimento di epigrafe latina
in località Grotta Sciurilli. Regio IV Samnium ……………………………….. » 607
Eóin O’Donoghue, Anthony Tuck, Rex Wallace, An Arretine Pottery
Fragment with Potter’s Stamp Recovered from Vescovado di Murlo (Provincia
di Siena) …………………………………………………………………………….. » 610
Fulvio Oliva, I liberti e le liberte della gens Norbana a Roma, alla luce di
una nuova testimonianza epigrafica …………………………………………………. » 613
Enzo Puglia, Sul testo della nuova iscrizione della cattedrale di Vico Equense. » 618
Stefano Rocc hi, Avorum vestig[ia] recolens: una pietra su Apul. met. 6, 19, 6 » 621
Umberto Soldovieri, Tre cupae e un signaculum ex aere dall’ager Beneventanus
………………………………………………………………………………………. » 623
Alfredo Valvo, Un errata-corrige e una traduzione italiana dei Nachträge
zu den Oskischen Studien del Mommsen ……………………………………….. » 628
* * *

Recensioni
Maria Letizia Caldelli, recensione a Silvia Braito, L’imprenditoria al
femminile nell’Italia romana: le produttrici di opus doliare, Scienze e
Lettere, Roma 2020, 450 pp.; ISBN 9788866871729 ……………………… p. 631
Paolo Garofalo, recensione a Alejandra Guzmán Almagro, La Orthographia
alphabetica de Aquiles Estaço. Colleccionistas y estudiosos de
epigrafía romana en el siglo XVI (Palmyrenus,, Colección de Textos y
Estudios Humanístico), Alcañiz – Lisboa, 2019, pp. 234; ISBN 978-84-
17999-07-0 …………………………………………………………………………………… » 633
Attilio Mastino, recensione a Fiscalità ed epigrafia nel mondo romano, Atti
del Convegno internazionale (Catania, 28-29 giugno 2019), a cura di
Cristina Soraci (Bibliotheca aperta, 1), L’Erma di Bretschneider, Roma
2020, 153 pp. ……………………………………………………………………………….. » 637
Attilio Mastino, recensione a Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL IV,
Suppl. 4,2), consilio et auctoritate Academiae Scientiarum Berolinensis et
Brandenburgensis editum, Voluminis quarti supplementum, Partis quartae
Fasciculus secundus, Inscriptiones parietariae Pompeianae, ediderunt
Heikki Solin, Antonio Varone, Peter Kruschwitz. Adiuvantibus
Stefano Rocchi et Ilenia Gradante, De Gruyter Berlin MMXX, pp.
XXI-XLVII, 1558-1912, tab. I-VIII, ISBN978-3-11-072969-6, eISBN
(PDF) 978-3-11-072920-7 ……………………………………………………………… » 643
Cristina Pepe, recensione a Heikki Solin (a cura di), Studi storico-epigrafici
sul Lazio antico II (Commentationes Humanarum Litterarum 137),
Societas Scientiarum Fennica, Helsinki 2019 ………………………………….. » 648
Alberto Gavini, recensione a Laurent Bricault – Jean-Pierre Laporte, Le
Serapeum de Carthage, Supplément à la Bibliotheca Isiaca I, Ausonius
Éditions, Bordeaux 2020, ISBN 978-2-35613-321-2 ……………………….. » 650
Nouvelles de l’A.I.E.G.L. 2020 …………………………………………………….. » 655
I risultati della V edizione del Premio «Giancarlo Susini» ……….. » 659
Elenco dei collaboratori …………………………………………………………………. » 663
La collana «Epigrafia e Antichità» ……………………………………………….. » 665